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Nasce "MELENDUGNU NOSCIA"

IL GIORNALINO GRATUITO DEL COMITATO NO-ACQUA ROSSA


L'Associazione Melendugno Nostra-Comitato No-acquarossa comunica che, da Domenica 14 settembre 2008, in occasione della festa del Santo patrono San Niceta, sarà in distribuzione gratuita “Melendugnu Noscia”, il foglio di informazione dei cittadini melendugnesi.

Il giornalino nasce dal bisogno della gente di avere un luogo su cui discutere i problemi della comunità melendugnese liberamente, senza costrizioni politiche né economiche, senza secondi pensieri, senza polemiche di parte, senza fini distruttivi, ma anzi col desiderio di promuovere i cittadini a protagonisti del proprio futuro.

I temi trattati si rivolgono soprattutto alle problematiche ambientali, acqua rossa in primo luogo, ma poi anche agli impianti a biomasse, agli inceneritori, alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla drammatica situazione dei depuratori (che considerato l'odore disgustoso, che proviene da alcuni di essi, non smettono di dare preoccupazioni) e interviste a personaggi importanti della vita culturale e politica della città e alla proposta di indizione di referendum comunali in materia ambientale. La giusta evidenza viene, poi, data alla grande iniziativa “L'Analisi dell'acqua di rubinetto gratuita in tutte le vie cittadine e garantita dal Comitato no-acqua rossa” che ha permesso di scoprire, da subito, in prima uscita, che in via Roca e in via Buonarroti veniva distribuita, dall'Acquedotto Pugliese, ACQUA di gran lunga NON CONFORME ALLA LEGGE (Dgls. 31/01).

Il giornalino “Melendugnu Noscia” verrà distribuito gratis, ma é ovvio che se i cittadini vorranno donare liberamente un loro contributo, il ricavato sarà destinato interamente alla realizzazione delle Analisi dell'acqua gratuite in tutte le vie cittadine, a tutela della salite di tutti i melendugnesi.

 

 

CHI FA DIVENTARE L'ACQUA ROSSA?

 


Salve a tutti,

 nei due recenti convegni sulla qualità dell’acqua di Melendugno, Franco Candido ha posto in evidenza un problema che i cittadini sentono sempre più drammaticamente come un fattore alienante e preoccupante per la loro vita: “l’acqua pulita, necessaria come l’aria, é negata ai cittadini melendugnesi che, però, la pagano profumatamente per scaricarla… nel water!”

 

“Non riusciamo ancora a credere,” ha detto il coordinatore del comitato no-acqua rossa, “come sia possibile che i melendugnesi vengano considerati cittadini di serie A quando devono pagare le tasse o le bollette salatissime dell’Acquedotto Pugliese e cittadini senza serie quando devono essere considerati come depositari di diritti fra i quali, quello ad un’acqua di rubinetto salubre e pulita, inodore, insapore e incolore, occupa il primo posto al pari del diritto all’aria che si respira. La salute dei melendugnesi ha lo stesso valore di quella dei leccesi e dei baresi e non permetteremo a nessuno di metterla in pericolo né con questo liquido indecente per una popolazione civile, né con la negazione del diritto ad essere considerati esseri umani, prima che cittadini, ai quali si deve il necessario rispetto. Il fatto poi che quest’acqua venga pagata tre volte di più di quanto la pagano i milanesi (che però la bevono) ci indigna e ci fa sentire sempre di più come utenti vessati, indifesi e alla merce di un Ente che di cambiare completamente le condutture proprio non ne vuole sapere!”

E’ necessario l’appoggio di tutti, di qualsiasi colore politico, per risolvere un problema che colpisce la salute di tutti. I video che abbiamo publicato su youtube in questi giorni dimostrano che il convegno AQP sulla “Qualità dell’acqua di Melendugno”, voluto da AQP e difeso dal Sindaco e da Vittorio Potì, é miseramente fallito. E questo é vero non soltanto perché l’abbiamo dimostrato direttamente al convegno, nonostante i sabotatori che cercavano di stoppare l’intervento di Franco Candido, ma perché i cittadini hanno avuto la possibilità, purtroppo, di sperimentare in diretta il giorno 23 maggio cosa significa ricevere “un’acqua di qualità”, marca AQP, nelle proprie case.

VIDEO 1

http://www.youtube.com/v/j0bdkM1HIj4&hl=it

 

Che acqua beviamo? Un convegno a Lecce

Salve a tutti,

con una partecipazione a sorpresa il Comitato no-acquarossa di Melendugno ha preso la parola al convegno "Che acqua beviamo? organizzato, ieri 22 maggio, a Lecce, al castello Carlo V, dal Soroptimist club, con il patrocinio del Comune.

Franco candido ha choccato i relatori quando, dopo essere stato invitato a prendere la parola, ha presentato sul tavolo una bella bottiglia di acqua rossa "doc" distribuita, ormai sempre più spesso, in orari e tempi imprevedibili, dall'Acquedotto Pugliese, nel Comune di Melendugno.

Le domande alle quali il convegno intendeva rispondere erano:

1) Meglio l'acqua del rubinetto o quella in bottiglia?

2) Quale conviene bere, rispetto al portafoglio e, soprattutto, in relazione alla salute?

3) Cosa arriva nelle nostre case attraverso la rete di AQP e cosa viene imbottigliato?

4) Quali i controlli a garanzia dell'utente?

Dopo aver ascoltato tante opinioni su questi argomenti, il pubblico in sala  si é dovuto confrontare con la bottiglia d'acqua "rossa" che era stata presentata sul tavolo all'improvviso e, probabilmente, più d'uno ha rivisitato le informazioni che erano state prospettate come certezze  da più di un esperto. Il Prof. Candido ha così posto in evidenza un problema che i cittadini sentono sempre più drammaticamente come un fattore alienante e preoccupante per la loro vita.

"Non riusciamo ancora a credere," ha detto il coordinatore del comitato no-acqua rossa, "come sia possibile che i melendugnesi vengano considerati cittadini di serie A quando devono pagare le tasse o le bollette salatissime dell'Acquedotto Pugliese e cittadini senza serie quando devono essere considerati come depositari di diritti fra i quali, quello ad un'acqua di rubinetto salubre e pulita, inodore, insapore e incolore, occupa il primo posto al pari del diritto all'aria che si respira. La salute dei melendugnesi ha lo stesso valore di quella dei leccesi e dei baresi e non permetteremo a nessuno di metterla in pericolo né con questo liquido indecente per una popolazione civile, né con la negazione del diritto ad essere considerati esseri umani, prima che cittadini, ai quali si deve il necessario rispetto. Il fatto poi che quest'acqua venga pagata tre volte di più di quanto la pagano i milanesi (che però la bevono) ci indigna e ci fa sentire sempre di più come utenti vessati, indifesi e alla merce di un Ente che di cambiare completamente le condutture proprio non ne vuole sapere!"

A cura di

Comitato no-acquarossa di Melendugno (Le)

 

LA QUALITÀ DELL’ACQUA DI RUBINETTO:

UN CONVEGNO NON RIUSCITO!

18 05 2008

Un vero fallimento l’incontro con i cittadini organizzato da AQP e Comune di Melendugno per difendere la Qualità dell’acqua di rubinetto, giovedì 15 maggio, presso la Sala Convegni della Scuola Media.

Il Comitato no-acquarossa, rappresentato dal prof. Franco Candido ha dimostrato, documenti alla mano, che a Melendugno l’acqua distribuita dall’Acquedotto Pugliese non è sempre all’altezza degli standards di qualità stabiliti dalla legge. Del resto, che l’acqua di Melendugno non fosse consumata dal 95% della popolazione era un fatto già acclarato dal sondaggio dello scorso anno e che aveva evidenziato che soltanto 19 melendugnesi su 450 erano disposti a chiudere gli occhi per bere. Le recenti ordinanze del Sindaco di marzo 2008 non hanno fatto altro che confermare le proteste portate avanti dal Comitato e dai cittadini che continuano a lamentarsi di pagare un’acqua che non usano, ma che pagano tre volte di più dei milanesi, che invece la consumano regolarmente.

“Nella rete di Melendugno non ci sono tratti materiali che possono dare origine a fenomeni di corrosione.” ha affermato l’Ing. Valentini, dirigente dell’Acquedotto Pugliese provinciale, nella sua lunga analisi riguardante la situazione del sistema idrico melendugnese. Gli unici pezzi che hanno queste caratteristiche sono i tratti di attacco al contatore… Il resto della rete è costituito per quasi la totalità in ghisa che non va incontro a fenomeni di corrosione superficiale… Il fatto che il fenomeno si sia verificato soltanto in alcuni punti della rete è un fenomeno che non dipende dalla qualità dell’acqua distribuita, perché se l’acqua contenesse già il ferro nel momento in cui viene erogata nell’abitato di Melendugno, in forma di particelle, sarebbe presente in tutta la rete. Il sedimento si solleva perché, fra altre cause, c’è o una variazione di velocità o una variazione della direzione di flusso.. L’unico modo per rimuovere le particelle è aprire lo scarico di queste tubazioni e provocare un movimento dell’acqua che aspira queste particelle e le fa uscire.”

“Ci dovete dire se l’acqua rossa è potabile o no e se avete intenzione di continuare a fornire a Melendugno questi tipo di liquido!” ha sottolineato a sua volta Franco Candido, coordinatore del Comitato no acqua rossa. “Non potete venire qui a dichiarare che l’acqua che fornite è sempre salubre e pulita e che di conseguenza è un’acqua di qualità. I fatti vi smentiscono clamorosamente, e malgrado i politici che contano di Melendugno si siano schierati in bella mostra per difendervi, non potete nascondere la verità: l’acqua di Melendugno è sempre più spesso rossa, nonostante gli interventi realizzati dai vostri tecnici per rattoppare un sistema idrico che fa acqua (rossa) da tutte le parti, in modi, tempi e con intensità di colore imprevedibili e perciò ancora più inquietanti. Non si dà sicurezza ai cittadini negando l’evidenza! L’acqua deve essere inodore, insapore e soprattutto incolore. Lo dice la legge e che a Melendugno l’acqua da voi fornita disattenda il Dlgs 31 del 2001 lo hanno dimostrato perfino “le Iene” di Italia uno.”

In definitiva, questo incontro con i cittadini-utenti organizzato per dimostrare la qualità dell’acqua melendugnese si è rivelato un vero e proprio boomerang per l’Acquedotto Pugliese e per l’Amministrazione Comunale e alcuni politici locali che ne hanno preso le difese. Nessuno si è convinto che l’acqua rossa sia potabile e che sia possibile consumarla con serenità.

“Fin quando non saranno cambiate tutte le condutture del sistema idrico cittadino, non ci sentiremo tranquilli e nessuna spiegazione “illuminata né sponsorizzata” ci indurrà ad accettare questo tipo di liquido!” ha ribadito il Prof. Candido in una fase del suo intervento. “Piuttosto, AQP provveda a darci “anzitutto e sempre” acqua salubre e pulita e poi a scontare le bollette che gli utenti melendugnesi hanno già cominciato a contestare. L’eccedenza di consumi, addebitata con tariffe T2, T3, e T4, provocata dallo consumo forzoso di acqua che viene sprecata dagli utenti per schiarirla, non può essere un costo attribuito alla popolazione. L’azienda ha provocato questa situazione e tocca a lei sopportarne le conseguenze e non ai cittadini, già vessati per altri motivi da una fiscalità generale tanto pesante quanto iniqua. Fin quando l’Acquedotto Pugliese non si renderà conto che ha a che fare con utenti titolari di diritti, oltre che di doveri, come Comitato, saremo sempre in prima fila per difendere la salute dei melendugnesi.”





“TU ACQUA ROSSA? E IO NON PAGO!”

15 05 2008

“TU ACQUA ROSSA? E IO NON PAGO!”

Incontro-dibattito con i cittadini sul problema dell’acqua rossa a Melendugno.

CONTESTARE LE BOLLETTE DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE per risolvere il problema dell’acqua “potabile” rossa di Melendugno: questo il tema dell’incontro-dibattito organizzato martedì 13 maggio dal Comitato no-acquarossa, presso la Sala Convegni della Scuola Media. Sono intervenuti l’Avv. Nicola Saracino, responsabile provinciale di FEDERCONSUMATORI e il Prof. Franco Candido, coordinatore del COMITATO NO-ACQUAROSSA; erano presenti in sala anche il Sindaco di Melendugno, Avv. Roberto Felline e numerosi cittadini.

“I risultati del sondaggio che abbiamo presentato in questa sala l’anno scorso” ha detto Il prof. Candido, “hanno rivelato che a Melendugno il 95% dei cittadini non consuma l’acqua di rubinetto. Sono state tante le occasioni che hanno dimostrato la cattiva qualità dell’acqua distribuita da AQP che i cittadini la percepiscono ormai come un pericolo per la propria salute. Questa situazione è stata provocata unicamente dall’Acquedotto Pugliese, che nonostante le proteste che venivano dal Comitato e dai liberi cittadini, ha continuato ad opporre un muro di gomma contro cui tutte le segnalazioni e le lamentele degli utenti sono rimbalzate. Né i politici locali e regionali hanno fatto alcunché in quattro anni per modificare la situazione. Il tardivo incontro pubblico di giovedì prossimo, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Melendugno a supporto della qualità dell’acqua pubblica, sostenuta da AQP, giunge in ritardo di quattro anni. Avrebbe invece fatto piacere ai melendugnesi che i politici avessero sponsorizzato e promosso presso i dirigenti dell’azienda acquadottistica il rinnovo totale delle condutture che, finora, soltanto il Comitato no acquarossa e i cittadini hanno richiesto a gran voce.”

Dopo la proiezione di un filmato, in cui è stata messo in evidenza che i melendugnesi pagano l’acqua tre volte di più dei milanesi, con la differenza che l’acqua dei lombardi è di indubbia qualità, Franco Candido ha dimostrato che l’eccessivo costo addebitato in bolletta da AQP è dovuto all’acqua non conforme alla legge che distribuisce l’acquedotto pugliese che, molto spesso, gli utenti sono costretti a schiarire con un anomalo spreco di acqua, che viene addebitato in bolletta come eccedenza e calcolata con quattro diverse tariffe a costi straordinariamente crescenti.

Per questo motivo, come ha sottolineato anche l’Avv. Saracino di FEDERCONSUMATORI, la Contestazione delle bollette diventa un mezzo sacrosanto per protestare contro questo iniquo trattamento che non tiene conto dell’immane spreco di acqua dovuto alla necessità di schiarire il liquido rosso che viene erogato dallo stesso Acquedotto Pugliese in orari e in quantità imprevedibili. Pertanto sulle fatture inviate da AQP gli utenti, d’ora in poi, pagheranno soltanto i costi fissi e la tariffa T1, quella minima, la sola che non prevede eccedenza di acqua, mentre contesteranno i costi derivanti dalle eccedenze T1, T2 e T3 che rappresentano un profitto a vantaggio dell’Azienda di cui gli utenti non hanno alcuna colpa.

“Questa strategia ci eviterà di cadere nella trappola della “morosità” che noi respingiamo a priori in quanto cittadini onesti e rispettosi delle leggi!” afferma con forza il coordinatore del Comitato. “Noi intendiamo pagare tutto quello che consumiamo e nulla più. Le eccedenze derivano dal mancato rispetto del contratto da parte di AQP in cui è scritto chiaramente che l’Azienda deve fornire agli utenti acqua salubre e pulita, inodore, insapore e soprattutto incolore sempre e comunque! Non possiamo accettare che l’Azienda pretenda da noi il rispetto del contratto mentre essa per prima è inadempiente. E dico ciò forte del fatto che lo stesso Sindaco di Melendugno, costretto dalle analisi dell’acqua dall’ASL Lecce, effettuate su nostra segnalazione, a conferma della bontà delle nostre tesi, ha emanato ben quattro Ordinanze di divieto d’uso in altrettante vie cittadine che sono rimaste in vigore per oltre un mese.”

In definitiva il Comitato chiede in primo luogo acqua potabile “vera” e in seconda istanza uno sconto serio sui costi in bolletta (che secondo alcuni calcoli dovrebbe arrivare fino al 70%) per effetto delle eccedenze dovute all’azione di schiarimento dell’acqua che moltissimi cittadini sono spesso costretti ad effettuare, almeno fin quando le condizioni di potabilità dell’acqua distribuita da AQP non saranno ripristinate. E ciò avverrà soltanto quando tutte le condutture del sistema idrico cittadino saranno sottoposte ad un completo e serio rinnovamento.

Candido, poi, riferendosi ai risultati ottenuti dal Comitato, ha messo in rilievo con soddisfazione che dopo la raccolta di firme e le due Petizioni al Parlamento Europeo, dopo gli avvisi di garanzia inviati dalla Procura di Lecce ad un alto dirigente dell’Acquedotto pugliese, ad uno della ASL di Lecce e al Sindaco di Melendugno (coinvolto dal giudice e non dal Comitato), dopo la recente comparsa delle autobotti e le decine di contestazioni già presentate da numerosi utenti, l’AQP ha capito, anche grazie all’aiuto delle “Iene” di Italia Uno, che è necessario avviare un discorso serio con i cittadini e ha deciso di inviare il suo massimo rappresentante per cominciare a risolvere il problema. “Ci aspettiamo una seria assunzione di responsabilità da parte dell’Amministratore Unico, non chiacchiere!” sottolinea Candido. “Se Monteforte verrà a raccontarci che la qualità dell’acqua di Melendugno è migliore dell’acqua minerale e conforme agli standards stabiliti dalla legge, può fare a meno di farsi tanta strada! A nulla serve, infatti, dichiarare che l’acqua è potabile se poi vi sono ormai tante prove che dimostrano il contrario e che inducono i cittadini a percepirla come dannosa per la salute! La qualità dell’acqua erogata dall’acquedotto pugliese a Melendugno non è per nessun motivo accettabile da parte di nessun essere umano”.

Iniziative in corso:

1) IO CONTESTO LA BOLLETTA E TU?

2) RACCOLTA FIRME PER OTTENERE IL REGOLAMENTO ATTUATIVO DEI REFERENDUM COMUNALI CONTRO L'INCENERITORE A BIOMASSE

IL COMITATO NO-ACQUAROSSA:

CI RITROVIAMO SOLI NELLA LOTTA CONTRO L’AQP! 

Credevamo di lottare assieme all’Amministrazione Comunale contro un comune nemico: “l’acqua rossa” e contro un comune avversario “l’Acquedotto Pugliese”, che non riesce a non erogare acqua “potabile” che nessuno beve nemmeno quando è chiara. Invece, con stupore, ci ritroviamo a lottare da soli contro un Ente potentissimo che sembra restare insensibile e sordo alle proteste degli utenti.

Invece di ringraziare i rappresentanti e gli attivisti del Comitato no-acquarossa per la lotta intrapresa, infatti, il Sindaco non trova di meglio da fare che attaccare chi dedica il proprio tempo libero e le proprie energie  agli altri, ai compaesani, soprattutto a quelli più indifesi.

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L'ACQUA ROSSA

IL PROBLEMA COLORATO DI MELENDUGNO

PERCHé QUESTO SITO?

     Questo sito nasce dal bisogno della gente di avere un luogo per discutere del problema dell'ACQUA ROSSA liberamente, senza costrizioni politiche, né economiche, senza secondi pensieri, senza polemiche di parte, senza fini distruttivi, ma anzi col desiderio di diventare protagonisti del proprio futuro, senza demandare ad altri, ai soliti potenti di turno il proprio destino.

     Nasce dal desiderio del gruppo promotore del COMITATO NO-ACQUAROSSA di intervenire in nome e per conto dei melendugnesi che non hanno voce, degli indifesi, degli ammalati, dei bambini, di tutti quelli che subiscono le angherie dei potenti senza volto, dei colletti bianchi che si giovano delle proprie conoscenze, di intrecci vari per meglio gestire un potere che prevarica i deboli invece di aiutarli, che gestisce la vita altrui senza preoccuparsi di verificare l'eventuale danno recato al prossimo per scelte incoscienti e miopi, potenti che si servono e si muovono a proprio agio fra le maglie della burocrazia, per umiliare il cittadino invece di servirlo, per negargli i più elementari diritti che gli sono riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dalla sua stessa condizione di essere umano.

Fra questi, primo importantissimo diritto di ogni cittadino è il diritto alla salute che nella nostra cittadina viene messo in discussione ogni qualvolta viene aperto il rubinetto dell'acqua corrente. Ogni volta, infatti, il nemico è in agguato e all'improvviso, senza possibilità di difesa, può sgorgare in forma di liquido color rosso-ruggine e attentare alla salute di quanti giovani, anziani, ammalati o bambini osano posare le labbra sotto il rubinetto domestico, o sotto la cannella di una fontanella pubblica.

E' NORMALE VIVERE CON ADDOSSO UNA SIMILE PAURA?

Noi Pensiamo di no!

     Per questo ci siamo riuniti in Comitato e per questo ci presentiamo a voi per chiedervi di unire le vostre forze alle nostre e lottare per una causa comune, per il diritto alla salute, per il DIRITTO ALL'ACQUA PURA E LIMPIDA che paghiamo a caro prezzo, ma che a Melendugno è (e resterà) un miraggio se resteremo passivi, se continueremo a subire e a pensare che è tutto inutile e che il mondo continuerà ad andare come sempre è andato.

NIENTE DI PIU' FALSO!

A chi gli chiedeva se era giusto rischiare tutto per una giusta causa, il filosofo Kant rispose: "Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora (...) contribuiscono a che l'oggetto  della loro predizione si avveri."

Questo e' il corpo centrale del portale: con la stessa facilita' di un editor come Word e' possibile inserire testo, immagini, elementi come tabelle, elenchi puntati ecc...


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